Cicagna, in breve
Cicagna (Cicagna in ligure) è un comune italiano di 2 358 abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.
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Le origini del comune risalgono alla diffusione del Cristianesimo testimoniato dalla costruzione di una delle prime pievi battesimali. Il paese fu dominio della famiglia Malaspina fino al 1114, anno in cui fu inglobato nelle terre della Repubblica di Genova. In un antico capitulum dal titolo De potestatia Rapalli, fra la fine del XII e i primi del XIII, è citata con il toponimo di Plicania, poi Ihicania, Chinaglia e quindi l'odierna Cicagna. Da sempre centro importante della val Fontanabuona, la comunità fu inclusa nella podesteria di Rapallo del capitaneato di Chiavari e successivamente nel capitaneato rapallese (istituito nel 1608), nello storico "quartiere" di Oltremonte.
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Santuario di Nostra Signora dei Miracoli - Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nel capoluogo. Dal XIII secolo fu scuola con collegiata di canonici offrendo servizi di culto per altre chiese della zona. Nella sua storia l'edificio subì violenti saccheggi da parte dell'esercito napoleonico nel 1799. L'attuale edificio, oggi santuario, è stato ricostruito nel 1937. Chiesa di Nostra Signora degli Angeli nella frazione di Monleone. Chiesa parrocchiale di San Rocco nella frazione di Pianezza. Già succursale della parrocchiale di Cicagna, la chiesa fu elevata al titolo di parrocchia il 2 luglio del 1922. Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo apostolo nella frazione di Serra. Palazzo Cavagnari, edificato nella seconda metà del XIX secolo, nel centro abitato cicagnese.
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Museo storico archeologico dedicato alla storia della valle. Museo dell'ardesia. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico il quale, accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste. Il più rinomato costruttore di pifferi fu Nicolò Bacigalupo, detto ü Grixiu (Cicagna, 1863-1937) attivo a Cicagna dal 1900, dopo il suo ritorno dal Perù, fino alla sua morte. Ciò che rimane della bottega del Grixiu (strumenti musicali semilavorati e attrezzi tra cui il tornio a pedale) è conservato nel museo etnografico Ettore Guatelli di Ozzano Taro, frazione di Collecchio in provincia di Parma.
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L'economia di Cicagna si fonda principalmente sull'agricoltura con la coltivazione di alberi da frutta, uliveti e vitigni e sulla lavorazione dell'ardesia finalizzata ad un uso edilizio e ad elementi d'arredo, oppure artistico. Oltre alla floricoltura, fiorente è l'attività industriale con la presenza di piccole e medie aziende attive nel settore tessile e da materiali da costruzione.
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Il territorio comunale è situato nella media val Fontanabuona, ad est di Genova. I principali corsi d'acqua sono il torrente Lavagna, il quale divide in due nuclei distinti il paese, e il torrente Malvaro nei pressi della frazione di Monleone. Tra le vette del territorio il monte Manico del Lume (801 m), il monte Pegge (774 m), il monte Lasagna (728 m).
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