Gorreto, in breve
Gorreto (Goreio in ligure, O Gorrëio in dialetto bobbiese) è un comune italiano di 84 abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria, al confine tra il Piemonte (provincia di Alessandria) e l'Emilia-Romagna con la provincia di Piacenza.
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Le origini del comune risalgono al XIII secolo quando il paese fu posto sotto il controllo del feudo di Ottone, appartenente fin dall'epoca longobarda all'abbazia di San Colombano di Bobbio, oggi in provincia di Piacenza. In seguito divenne dominio della famiglia Malaspina che qui vi costruì un castello e le relative fortificazioni nella zona di confluenza dei torrenti Dorbera e Terenzone. Dal 1640 fu dal signore locale di Ottone, Morello Malaspina, ceduto alla famiglia genovese Centurione, nella persona di Luigi Centurione, che vi edificò il loro palazzo nella piazza principale di Gorreto.
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Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio. Chiesa parrocchiale di Santa Caterina nel capoluogo di Gorreto. Considerata dalla famiglia Centurione la loro "santa protettrice", i due principi Luigi e Carlo Centurione vollero dedicare a santa Caterina nel 1641 la nuova chiesa e parrocchia di Gorreto. Ad unica navata, conserva l'altorilievo sull'altare maggiore ritraente Santa Caterina che riceve la confessione dal beato Raimondo da Capua. Chiesa parrocchiale di San Siro nella frazione di Alpe, edificata nel corso del XVIII secolo; la parrocchia venne istituita nel 1880. Internamente gli affreschi sono opera di Ugo Lagasi di Bedonia.
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Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.
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Il territorio comunale è ubicato alla confluenza del torrente Dorbera e del fiume Trebbia nell'alta valle omonima. La numerosa presenza di arbusti della famiglia dei salici, soprattutto lungo il fiume, pare abbia dato origine al toponimo "Gorre". Il paesaggio della val Trebbia e del territorio comunale è coltivato fino alle altitudini in cui i boschi ricoprono fittamente le pendici dei monti. Il fiume Trebbia scorre attraverso la valle con numerosi meandri. Ad arricchire la acque della Trebbia concorre soprattutto l'affluente Aveto, lungo il suo corso, che attira ogni estate numerosi bagnanti, è possibile praticare canoa, nuoto, pesca e altri sport. Tra le vette del territorio il monte Carmine (1390 m), il monte Pecoraia (1384 m), il monte della Cavalla (1328 m).
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